Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

01 luglio 2006

AVREI PREFERITO UN ALTRO TEMPO, CAMMINARE ALLO STESSO BATTITO DEL CUORE

Avrei preferito un altro tempo…………camminare allo stesso battito del cuore…….
In realtà, sono 60 i passi che l’Uomo dovrebbe compiere in un minuto (un passo per la destra uno per la sinistra), tanti quanti i battiti medi del cuore, esclusa qualche aritmia o qualche tachicardia.
Ma non più di 60 passi al minuto, e percorrere la relativa distanza.
Un uomo adulto di un metro e ottanta ( ) percorre mediamente con questo passo 66 metri al minuto, circa 4 km all’ora con pendenza in salita………………….ma con il fiato nei polmoni, tutto quanto.
Tutto quello che accade oltre questa distanza, oltre questo battito e questo passo, è devastante.
E devastata è l’Anima.
Tutto ciò che è scelta degli individui nel tempo presente è tentativo di fuga in avanti a grandi velocità, a velocità che il Cuore non comprende.
Il Cuore rimane sempre un po’ indietro rispetto alle nostre corse, anzi rimane tanto indietro che quando (se) ci giriamo ad osservarlo, ci sembra quasi fermo.
Io vorrei camminare sempre a 4 chilometri all’ora.
Io vorrei peregrinare per tutta la vita al passo del mio Cuore.
L’Anima del Mondo cammina a 4 km all’ora e si ferma bere ogni mezz’ora se fa caldo.
Il Tempo si è rimescolato troppo, il mio Cuore non comprende più quello che accade, gli sfugge il contenuto di questo tempo di vita, dentro e fuori di sé, anzi è fuori di sé il mio Cuore, perché voi siete in aritmia.
Al mio Io piccolo, a volte, sembra che me sia fermo, non faccia abbastanza………….il mio Io grande apre le ali e parla con la mia Ragione fuori dal mio Cuore, perché il mio Cuore pensa in silenzio per tutti voi e per tutti noi, in ginocchio, sotto un albero di ulivo.
Il mio Io piccolo mi rimprovera di essere spesso, troppo spesso disadattato rispetto al Resto.
Perché il lavoro, la socialità, lo status e lo stile, andrebbero vissuti con maggiore intensità, anzi con impegno maggiore rispetto allo Zero che spesso mi capita di impiegare.
Ma il lavoro è noia, la socialità è spesso noia, lo status e lo stile sono……lo ignoro che cosa siano.
Il mio Io grande apre le ali e scende in me con precisione.
Ristabilisce la coincidenza tra il Tempo del Cuore e le attese dell’Anima.
Guardo amici, più o meno, ansiosi: che problema c’è, realmente, in te, amico mio?
Fermati, e ora vai, non più di 4 km all’ora.
Che cosa si aspettano gli altri da te?
Ignoralo, fermati, 4 km. Un’ora tutta per te: da quando tempo non ti dedichi un’ora a 4 km?
I tuoi doveri sono il loro ventaglio, quando è molto caldo dentro, e tu sudi, ma dentro c’è freddo.
I tuoi doveri, quelli che gli altri ti chiedono con ordine, sono la rinuncia a vivere a 4 km all’ora.
Io ci riesco?
Molte ore al giorno, non tutte.
Il Resto corre, io amo.
E tu?
Anche tu ami. Ricordalo più spesso.
Nasciamo per amore e non per caso. Per amore più grande del nostro Cuore, che tutto lo contiene.
Fin quando non ruzzola fuori, perché chi contiene il Cuore è diventato una centrifuga chiusa.
Ogni corsa ha termine, solo il peregrinare può essere eterno.
E lo è.
Prima che la mia, la vostra Anima, ritorni al grande fiume, goccia individuata nel grande fiume.
La memoria dell’eternità – che è eterna direzione – ci spaventa al punto tale che preferiamo – inconsapevolmente – andare in direzione opposta.

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