Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu". Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: "Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole". Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
Venne la terza volta e disse loro: "Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino".
E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. 44Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta". Allora gli si accostò dicendo: "Rabbì" e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio. Allora Gesù disse loro: "Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!".
Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo. (Mc 14, 31-52 )
Marzo 2005: ero di spalle alla Tv mentre cenavo, e ascoltavo uno dei tanti servizi sulla morte di Wojtyla. Era, con precisione, un’intervista ad un sacerdote, intimo amico del Papa, che ricordava come Woytila insistesse molto, dal punto di vista pastorale e teologico, sulla tematica del Getsèmani: Wojtyla, diceva l’amico, esortava a ritornare al Getsèmani.
Il ritorno al Getsèmani!
Per quanto ne sapessi, sapevo solo che al Getsèmani il Cristo sudò sangue, il tremore di Cristo nell’ora dell’adesione al disegno finale di Dio per Lui e per l’Uomo.
Il Getsèmani!
Ebbi una vertigine, sudai, mi si riempirono gli occhi di lacrime, il Getsèmani, una voragine al cuore, una fitta alla punta del cuore, che cosa era il ritorno al Getsèmani, che successe al Getsèmani, che commozione, che gioia, che spavento, mi sentii come una membrana schiacciata al pavimento, mi passò l’appetito, ebbi nausea, fu forte, molto forte, il Getsèmani, che faceva Cristo al Getsèmani, dove ero stato io fino a quella vertigine? Come avevo vissuto, guardato la vita, chi ero in realtà, chi erano le persone che avevo amato, quelle che amavo, che amo, chi sono, che cosa è questa malinconia, il Getsèmani, perché mi sono rifiutato di vedere ciò che era sotto i miei occhi, oddio, non finisce questa emozione, ero qui per sentire questo, Tu mi hai fatto cenare a quest’ora diversa dalla solita perché io potessi ascoltare questo, Tu così trafiggi il cuore, e richiami a Te ciò che Ti appartiene, il Getsèmani, perché, come si ritorna al Getsèmani e fare cosa, sono ancora in tempo, dov’è?
Il Getsèmani.
Mi guardai allo specchio e notai di aver gli occhi rossi come se avessi pianto tanto, e dentro di me, lo avevo fatto.
Dove ero stato? Come avevo fatto a non accorgermene prima?
Apro la Bibbia, leggo del Getsèmani, che cosa accade? Pietro, Giovanni e Giacomo si addormentano mentre Cristo prega il Padre di allontanare da Lui il calice amaro della sofferenza, mentre chiede al Padre che sopra ogni cosa sia fatta la tua volontà, Pietro, Giovanni, Giacomo e Daniele si addormentano perché sono stanchi, e il Signore li chiama due volte per svegliarli e che siano vigili, pregando, ma loro dormono, e vedo Daniele che è quello che dorme più degli altri, alzarsi però a un punto e andare verso il Cristo che è in ginocchio a pregare e Gli chiede “Perché tremi?” e Lui gli rispose “Tremo all’idea che tu possa, dormendo, perdere il momento in cui si girerà la Chiave, al Centro della Croce!”, “Quale porta aprirà, mio dolce Signore?” e il Cristo gli disse “Quella più stretta e difficile, il tuo cuore!”, “O mio dolce Signore, perché mi dici questo? Perché è difficile da aprire il mio cuore?”, “Perché mi vedi tremare ma soffri per te!”, “Che cosa posso fare per alleviare la Tua sofferenza, dolce Signore?”: “Lìberati.”
“Perché? Non sono libero?”
Il ritorno al Getsèmani. Mi creai un simbolo del ritorno al Getsèmani, cammino di Santiago nell’estate 2005, di cui non parlo se non raramente, perché viene confuso troppo spesso per una maratona goliardica: il cammino di Santiago ha tracciato la strada in terra del ritorno al Getsèmani, ma in cielo………io sono qui, da allora, al Getsèmani a chiedermi sempre “perché? Non sono libero?” e Lo vedo andare via continuamente, portato sulla via della Croce, e poi tornare, pieno di Luce, a chiedermi “Capisci perché non sei libero?” ed io sempre rispondo “Perché non ho il coraggio di chiederti la Chiave!” e Lui sempre mi stringe forte e mi dice “Resto qui con te, e non dormirò, ti aiuterò a chiederMi la Chiave”.
“Sì”.
Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.
21 marzo 2007
RITORNO AL GETSÈMANI.
Pubblicato per
Il Regno
alle
22:12
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2 commenti:
Ad un certo punto della tua vita sei stato chiamato,sei stato scelto, voluto...
Nella vita tu ora sei vegliardo.
La VITA ti ha amato.
La VITA ti ama.
Ti amo.
Ad un certo punto della tua vita sei stata svegliata. E la tua vita è sveglia per me. Rimaniamo desti, mio dolce amore, rimaniamo desti. Pre tutto il tempo che ci resta, per tutte le cose che dobbiamo ancora fare, rimaniamo desti. Io e te abbiamo la stessa destra, e alla nostra destra c'è il nostro Grande Amore, che è in noi, e intorno a noi. Ci sta avvolgendo, ci accoglie nella casa che scegliamo per noi. Ma la nostra casa è Lui. Viviamo come i gigli tutti e due? Resteremo fermi nel nostro amore? Viviamo come i gigli, amore mio, viviamo come i gigli. è la nostra grande occasione, il nostro grande sussulto. Il resto non conta. Pensa a Francesco che si libera di tutto ed è realmente vicino a Lui. Pensa a Chiara che segue Francesco. E Aquila e Priscilla, e tutti coloro che nell'amore hanno liberato l'Amore.
Viviamo come i gigli.
E restiamo in ascolto, mio dolce amore, restiamo in ascolto.
Ad un certo punto della tua vita, sei stata scelta: tu sai che io penso che ci siamo trovati. Ancora. Iddio compensa nel tuo cuore ciò che il mio non ha.
E io amo te.
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