Una grande casa di legno e cemento occupa il lato sinistro di una strada chiusa: è lì che ho visto nella terra sparsa, un rettangolo di acqua celeste.
Calma.
Si alza al mattino rimbalzando nell'oscurità, la danza tra le cose celesti è continua. Ogni attimo ricorda di qualcosa.
Succede, così spesso, che un volto richiami una memoria non permanente. Nello spazio è la migliore definizione del tempo. Urge riconquistare l'Universo.
Urge che l'Uomo ritrovi la via luminosa, prima che l'oscurità ne distrugga il tracciato: la via luminosa che porta prima dentro di me, poi fuori di me, in espansione, come il "primo" amore.
Il primo amore ha creato ogni cosa.
Ora, dovrò necessariamente comprendere a fondo, nel mio cuore e da lì per l'eternità, il passaggio tra le cose: collegate infinitamente tra di loro, perchè possano essere mutate.
L'Uomo Universale ascolta il respiro delle foglie.
Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.
30 maggio 2007
L'UOMO UNIVERSALE. Capitolo del Risveglio.
Pubblicato per
Il Regno
alle
23:05
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento