Ho camminato per ore, questa notte, dopo aver volato con mio fratello. Alzati dodici metri sopra i tetti. Esperienza di fresca umidità. Poi, ho camminato, rimbalzandoci il pallone, per strafda, una strada notturna e silenziosa, tre giovani che parlano strano e una strada piena di coppie appartate.
Continuo.
Il tempo stringe, dicono alcuni, stringe perchè pochi lo sanno. Che cosa vuol dire, che il tempo stringe?
La fine del mondo, la fine del tempo, la fine degli uomini?
Dove è la meraviglia che gli uomini finiscano?
Sono stati creati poco al di sotto degli angeli, vero, ma sempre al di sotto.
Io, tu, chi amiamo, chi odiamo, chi conosciamo, chi non abbiamo mai conosciuto nè conosceremo, tutti siamo partiti da un unico punto, che nei secoli abbiamo chiamato prevalentemente "Dio", da lì proveniamo in questo mondo, in questa esperienza carichi di amore, del Suo Amore, che non è il nostro amore, ma la capacità di espansione infinita ed eterna che solo l'Altissimo ha.
Più il tempo stringe più vuol dire che lo Spazio eterno riprende ciò che Gli appartiene.
Noi compresi.
Veniamo tutti da Lì, ci perdiamo nella memoria delle esperienze, in attesa della Grazia, che porta l'Anima al suo reale livello di memoria.
Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.
19 ottobre 2007
La Grazia e la memoria.
Pubblicato per
Il Regno
alle
17:18
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