L’uomo deve tornare dentro sé stesso e darsi sollievo nel momento del passaggio da uno stadio ad uno stadio superiore di autocoscienza, con il quale assume una responsabilità maggiore; per questo motivo, il ritorno dell’uomo all’uomo deve esser consacrato, con sapienza e intima conoscenza, alla verità.
L’idea di affermare la verità al singolare è figlia di parti complessi e dolorosi; perché è molteplice il contributo delle forze dell’intelletto razionale, come del resto anche dell’intuizione, alla affermazione della singola verità.
La molteplicità dovrebbe essere affrontata con immensa serenità: che cosa è la semplicità se non la individuazione e la applicazione di un principio di unità, strutturale, tra me stesso e il cosmo?
Latu sensu, il cosmo.
“Hai considerato le conseguenze di questa azione?” domanda che ci si ripete o ci ripetono gli altri talvolta o anche più spesso.
Bene, risposta “Hai considerato tu che invece questa azione è una conseguenza e genererà una conseguenza a sua volta, non molteplici?”.
Perché?
Perché io sono una unità, uno più uno o uno diviso due?
Uno diviso due. Tre. Quattro. N-
Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.
15 giugno 2006
Editto dei re n° 15: Uno diviso Uno
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Il Regno
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00:13
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