“Se noi fossimo stati gli autori della condizione mortale, sofferente, effimera. Se noi fossimo stati gli autori della condizione della nostra vita, ci saremmo fatti felici, immortali, come gli dei della mitologia. Tutto ciò che così crudelmente ci manca, ce lo saremmo concesso. Ma di fatto noi non siamo i nostri creatori. Sono stati gli dèi, dicono le tradizioni dei padri, che ci hanno trattato così, gli dèi gelosi che ci hanno fatto fragili e mortali conservando per se stessi l’immortalità della vita felice. Qualunque significato abbiano queste antiche tradizioni, una cosa è certa; noi non ci siamo creati da noi. La nostra esistenza, la nostra natura, il nostro corpo, la nostra anima sono per noi una sorpresa e un oggetto inesauribile di stupore. (…) Noi siamo nelle nostre mani, come un bel giocattolo che è dato ad un bambino e che il bambino gira e rigira con stupore.”
(Claude Tresmontant)
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