Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

10 settembre 2006

Il tavolo, il ricordo, ma voi vegliate.

Quando vidi il tavolo di ferro plastica, bianco, dall'altezza degli occhi di mia madre, pensai: "di nuovo qui!"
Era tutto silenzioso, credevo di non sopportare quel passaggio, ma l'idea di ricominciare tutto, l'amore, la conoscenza delle cose, la scoperta di ogni giorno a venire, in fondo, mi distrasse durante il parto e uscii con assoluta tranquillità.
Ma quel tavolo bianco d'ospedale, è un ricordo di attenzione verso l'epoca in cui mi ritrovavo per dover fare cose che avrei compreso a un terzo di vita.
Mi ero fermato a qualche decennio prima, credo circa un secolo, campagna del nord europa, scenari di freddo e comunitarismo.
Ma come mi parve strano quel tavolo!
Con il tavolo cominiciai a dimenticare e dal tavolo riparte il ricordo.
È sempre lì, la comprensione del ritorno, e il comprendere che forse non ci saranno più passaggi.
O chissà.
A me piacerebbe ritornare, perchè mi piace il ruolo di creatura.
Chissà.
Vorrei accogliere di là un mondo diverso, vorrei maggiore amore, vorrei vedere più gioia.
Che cosa porto con me di là di quest'ultimo passaggio?
Che cosa porto con me di voi? Del mondo?
Porto tutto.
Vegliate. Fratelli, vegliate.

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