Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

16 dicembre 2006

Il REGNO.

Scorgo l'altro punto di vista, abbandono l'idea di raggiungere la ragione. Non mi interessa: e vedo un groviglio di scale immerse nell'oscurità. In ogni caso, riesco a vedere.
In fondo, dove le scale poggiano sul mare, comprendo che la mia preoccupazione è per un amico.
È l'ingresso del Regno. Chi è il sovrano del Regno? Chi dimora nella dimora?
Intanto, mi affliggo lungo spesse mura di cinta: è lì il primo confronto con il forno, è lì che la misura della prova è fragile speranza, perchè il tempo è duro, la sensazione di cuocere lentamente, sì, è vera. Ma solo alcuno può intendere. Io stesso no.
Dunque, aspetto di adattare lo sguardo, attendo che gli occhi trovino riparo dalla tenebra e avanzo, perchè in fondo conosco il fondo, e mi diventa gracile oceano di piombo, che trasforma sè stesso in roccia d'oro.
Il ciclo dell'acqua. Il Regno è roccia nutrita dal Tempo, questo Tempo. La tempesta alleva animali e nutre piante, gli esseri del Regno, che diventano sempre più rigidi: è difficile scalfire un regnante.
Ripongo speranza nell'ultimo servo dei servitori, il quale porta appesa al collo un catena, che tu vedi di piombo, ma la parte interna, quella che poggia sulla pelle all'altezza del cuore, è puro oro.
Ripongo gioia in quella catena che stringe fuori e libera dentro.
Ripongo attesa perchè tu possa vagare senza vagare negli spazi infiniti del tuo io dissolto: è bello scoprire che Vive.
La pietra è redenta.

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