Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

27 dicembre 2006

La MISERICORDIA

È questo che, in fondo, desidero dimostrare più di ogni altra cosa: che nella direzione dell’altare, in alto, dall’alto verso il basso, durante la celebrazione eucaristica, c’è, chiara, la presenza grandiosa e indescrivibile del Cristo Vivente.
Mi spiego: è Puro Spirito tangibile alla punta del cuore, che sovrasta tutti i riempie..
Riempie tutto lo spazio.
Hai ragione: il problema di Dio, e del rapporto di Dio con l’Uomo, aggiungo io, è un problema spaziale. Non temporale.
Lo stesso problema dell’Eternità è un problema spaziale.
Come può essere pensato il rapporto tra il Punto e la Circonferenza?
Ora il problema trova questa soluzione: il Punto orientandosi verso un moto perpetuo ne diventa il ritmo stesso di quel moto.
Ed ecco, il Tempo. Dunque, Tempo=Punto orientato verso il moto perpetuo, e lo scandisce.
Tempo.
Ma la meraviglia qual è?
È che il punto compie una scelta ben precisa: assumere il senso dell’eternità, poiché eterno è il moto della Circonferenza. Quindi, Punto e Circonferenza godono dello stesso ritmo.
Ancora, il Tempo.
Ma la coincidenza del ritmo diventa anche coincidenza nello Spazio.
Perché? Perché se io mi pongo ad una certa distanza da un “punto” che ruota, penserò che quello è un punto finché non mi sarò sufficientemente avvicinato per capire che quello che era un punto in realtà era una circonferenza che contiene un punto, secondo lo stesso principio.
E così via fin a quello che solo può essere chiamato Punto Eterno perché è in Sé stesso Moto Eterno di Sé e della Circonferenza di cui il Punto Eterno è più grande.
Dunque, il Punto Eterno contiene la Circonferenza temporalmente, ma spazialmente ne è contenuto.
Questo io voglio dimostrare: che quel Punto Eterno, l’Unico Punto Eterno, contiene l’Uomo temporalmente, lo contiene e l’Uomo non è eterno. Ma, spazialmente, quel Punto Eterno è “contenuto” dall’Uomo.
Pur senza esserne contenuto. Poiché il Tempo dell’Eterno Punto trascende la Spazialità della Circonferenza (l’Uomo) che lo contiene.
Da qui, la Grande Responsabilità: l’elemento di eternità, il piccolo Punto che ci contiene nel Tempo e si lascia, per Amore, contenere nello Spazio, adeguandosi a ciò che noi percepiamo, lo Spazio, appunto, e lasciandoci, in realtà, sempre meravigliati e poco accorti sul Tempo, l’Unico Tempo possibile nel Punto Eterno, che è il Tempo Eterno.
La Gioia è questa scoperta. Chi ha orecchi per intendere intenda.
E noi siamo qui, attenti agli spigoli, ignorando troppo spesso che il Silenzio è uno Spazio di Reale libertà in cui incontrare il Bambino più dolce.
El è un Bambino. El vibra. Come fa a vibrare?
Parla.
Quando sapremo riconoscerne anche il Canto, la gnosi sarà perfetta.
E conoscendo avremo imparato l’Amore, e amando avremo conosciuto, e vedremo con i nostri occhi l’identità tra Conoscenza e Amore.
Poiché il movimento, nel limite dell’Uomo come nell’Eterna Legge, il movimento è lo stesso, della Conoscenza e dell’Amore.
Infatti, è Espirazione.

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