Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

30 dicembre 2006

L'INTELLIGENZA

E ancora testimonio che questo Mondo è stato creato dall’Essere Supremo, il Solo Dio, che non è una specificazione filosofica o un’ipotesi ultrafisica o astratto piano metafisico, ma Realtà di Puro Spirito che trascende il Mondo e ne p, al tempo stesso, interpretazione, unica e vera.
E per questo testimonio, dal basso del mio cuore, che ci sono dei momenti della vita, del giorno e della notte, semplicemente, in cui alla Coscienza è dato di sapere ciò che io ora testimonio: È.
E illumina. E custodisce. E regge. E governa. Gli abbiamo dato vari nomi, vari testamenti e varie negazioni, ma È Uno che governa ogni cosa.
E la cui volontà è sostegno degli infermi.
Sono io, l’emorroissa. E il cieco alla piscina di Siloè. E sempre il lebbroso, io sono. E la figlia di Giairo. Io testimonio la mia guarigione dalle torture del Silenzio. Ora debbo guarire da quelle del Rumore.
Io testimonio la fine del mio Ego vecchio perché il Signore è nato. E la Sua nascita è la mia morte.
E io, intanto, non ho paura della morte. Io non ho paura della morte. Perché se io muoio, mio Fratello nasce.
E a coloro che penseranno “è andato fuori di testa….” O cose simili, con affetto chiedo:
DI CHE COSA NON AVETE PAURA VOI?
DI CHE COSA SENTITE L’ESIGENZA PIU’ PROFONDA?
DI CHE COSA SI ALLEVA LA VOSTRA SPERANZA?
DI CHE COSA COLORATE I VOSTRI SOGNI?
DI CHE COSA CREDETE DI ESSERE COMPOSTI?
DI CHE COSA DISPONETE PER VOI STESSI PER LA VOSTRA ETERNITÀ?
La vostra risposta nel vostro silenzio: lì cercatela.
“Elia, che fai qui?”
Sono sceso fin giù per questo attimo di meraviglia che già si perde nella memoria dei giorni a venire, che già lascia amara la bocca del ritorno difficile. Ma tu accoglimi, perché respiri verso di me, e il Tuo alito è soffio silenzioso e profumato. Lascia che io sciolga ogni briglia, perché ora sono nel nero, poi vi sarà il bianco e il rosso.
Io curo l’alchimia dell’Io perché esso muoia. E “io” non più dirò, “io” non più scriverò. Ma parlerà e scriverà il Solo Nome del Re, occultato dalla presunzione, ma luminoso nel cuore degli umili.
Io invidio l’uomo più semplice del mondo, e invidio quello che dà, e ancora invidio colui che è umile come io non sono e “le faccende domestiche” e invidio il “buon senso della massaia”, il genuino chiedere di un bambino,e poi invidio chi scava i pozzi d’acqua nelle terre australi e invidio che ha il coraggio di lasciare tutto e seguirTi, io invidio Levi, pubblicano.
Perché, pubblicano ancora, sebbene sia sceso dal sicomoro per preparare la tavola di ogni abbondanza per te, alla fine ti chiederò perdono per non aver fatto di più per Te, e solo aver chiesto.
Ma Ti chiedo come si fa, a preparate una bella tavola piena di primizie. Ti chiedo di salvarmi se salirò sul cavallo alato, alla cima del Tempo, e da lì mi lascerò volare da solo, definitivamente.
Siediti a ragionare su questo punto: trova le parole per descrivere la sensazione di pieno, nell’aria, sensazione di Lui, che scruta i recessi ombrosi dell’anima e ti manda messaggi.
Amen.

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