Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

11 maggio 2007

Potrebbe esserci un tempo, forse solo un lasso di tempo, in cui ogni dubbio, ogni angoscia, verranno sollevati dal mio cuore.
Il cuore.
I Cristiani sono spesso rivolti al cuore e così i seguaci del Profeta.
La via del cuore. Il mio cuore.
Perchè, il mio cuore?
A volte, senza sentirlo, lo vedo pulsare. Il sangue ribolle, il cuore, e penso "come sarà", "me ne accorgerò", e il pensiero della morte del mio corpo che un po' mi fa sorridere.
Mi fa sorridere. Perchè la prima immagine di me, dopo che il mio cuore di carne si sia arrestato, la prima immagine di me è quella di un sorriso largo che vola e annusa odori nuovi, l'odore permanente di ciò che riempie il cielo, perchè il cielo è pieno e la lotta è forte per guardare nella direzione giusta che è il mio sorriso. In volo. Non voglio essere trattenuto dal pianto. Se pianto dovesse essere.
Ma sarà il mio sorriso nel vapore. A volte succede così: dunque, per qualche istante (molti) cerco di incontrarmi al di fuori di me, è vero, è bello, è leggero, e soave, mi incontro fuori di me, mi osservo e mi parlo. No, l'intelletto rimane indietro e osserva "è la mente che ha la visione", io, io, io, mi rendo consapevole di non essere se non nei limiti infiniti della Sua volontà. Che sfugge.
Come faccio a dimostrarlo?
Bene, il cuore, di nuovo il cuore, dimostra ogni cosa.
Alla fine, credo in modo non vago che ogni cosa debba essere vissuta nella misura che le è propria, nella giusta intensità che è solo sua: quindi, il sogno è un accadimento sul piano di là di ciò che è di qua.
“Il regno dei cieli è dentro di voi, e intorno a voi.”
Questa è la chiave, questa è la misura della cruna dell'ago: la consapevolezza che il nostro io si muove nel grande spazio dell’anima.
Qui, non è solo un problema morale, la morale è solo uno strumento. Qui, è un problema di sostanza. Qui, si tratta di capire, una volta per tutte, che la mia esperienza esistenziale (nella sua complessità) si trasmette all’anima, alla “sostanza-anima”.
Come questo accade, è il vero mistero.
Dunque, io Ti chiedo di proteggermi, di proteggere la mia anima, le anime di coloro che amo, le anime dei miei amici, di quelli che sono qui, di quelli, dolcissimi, che sono di là, (o qui), di proteggere chi non mi ama, chi non amo, perché è importante, sopra ogni cosa, che alla luce non venga sottratta luce. Non possiamo permettercelo.
Qui, ci si sforza a dire Chi sei, che fai, che vuoi.
Che cosa posso dire io se non che Tu non la pensi come me. La nostra sapienza è Tua stoltezza. No?
Ciò che si determina così, è libertà.
Voglio tornare. La morte non esiste.
È solo il cuore che decide di trasferire la propria esperienza su di un piano più leggero. Non c’è morte reale. Non si muore mai. Ritorniamo per non morire.
Ci sono due vie della Grazia (apostasia): la prima è il ritorno immediato alla Casa del Padre.
La seconda via della Grazia è condividere le ghiande con i porci, prima di far ritorno alla Casa del Padre.
Poiché condividendo le ghiande con i porci, nasce in me l’Amore.
Agape.
Chi non rinuncia, non vive.
Chi vince, sempre perde.
Io mi libero di me. Non piangete, il tempo è il male di cui liberarsi. Mi sto distaccando. Febbre e soluzione.
Non gioco con le parole. Suffrago la sensazione più grande: che, in fondo, so di non dover morire mai.
Follia?
Sì, la mia follia è la Tua sapienza. No?
La sapienza di Dio.
Io so, e nel dirlo realizzo ciò che so di sapere, che le azioni migliori, quelle scelte lungimiranti che ti fanno dire “ECCO PERCHÉ”, quelle io le compio senza di me.
So che i linguaggio adeguato lo comprende solo il cuore.
Chi perde, vince.
Voglio perdermi.
Voglio che tu ti perda. È giusto questo il tempo che le cose esteriori tornino con quelle interiori, e lo ripeterò.
Non possono esser più separate, non c’è ragione di bere aria da bicchieri vuoti, non c’è motivo di pensare di poter bere aria.
Amen. Dove apostasia?
Nel dar torto alla parola degli uomini.
Amìn.

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