Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

28 febbraio 2007

MARANATHÀ

Così, il tempo si è squarciato. Sono cadute pietre dal cielo, hanno colpito le galline nell'orto. Ricordo l'Angelo cantare la lode dell'Altissimo, aiutare l'infimo in me, il passaggio attraverso ogni porta che il tempo riveli: perchè il tempo rivela sè stesso come un'unica grande esperienza dell'anima.
Mi ripeto, perchè l'ho capito: il tempo è solo lo spazio di cui l'anima ha bisogno per muoversi.
Ci sono sette porte, per sette stanze, l'ultima porta si aprirà sulla Luce: io mi fermo qui, a meno di incidenti.
Ho bisogno della Luce.
Ho capito, è troppo chiaro per me, il senso di tante cose, l'anima è gigantesca, è sostanza dilatata che attraverso il proprio spazio, il nostro tempo con estrema facilità.
Da ora in poi, devo rafforzare la mia preghiera: devo proteggere.
Chi non accoglie non verrà accolto.
Qui, si gioca sull'eternità: chi scommette che ci sarà vita dopo questo passaggio.
Ora, ho capito, l'anima ha una memoria inestinguibile: ciò che pone freno alla consapevolezza totale del nostro essere è la debolezza della ragione, che mai potrebbe ammettere la propria eternità, essendo finita.
L'anima ricorda, e attraversa tutto.
Ho visto una carrozza di attori da circa, e una donna scendere con una orrenda gonna, con motivi floreali sull'arancione e nero, i capelli rossi, l'alito dolce, e la donna è molto carnale. Guardo che ci sono problemi, il vitto è poco, per 5 persone, però c'è qualcuno che non perder fiducia, ha i pantaloni rialzati sulle caviglie, e guarda in malo modo un nano, che corre su di una bici ad una ruota e sale sulla strada a ricordare che di lì bisogna andare via.
La donna è preoccupata. Visione di amore.
Chi non giace in sè stesso prescinde dalla verità.
E così mi sono presentato tante volte per riscuotere denaro prestato, e la mia bombetta sempre tirata a lucido come i miei baffi, chi non crede non vede.
La giustizia è perserverante, e debbo pagare "fino all'ultimo quadrante".
Ma io pago con la mia consapevolezza, Signore, pago vedendo ciò che mi fa sentire stretto il mio abito, pago afferrando una libertà di cui non riesco a godere.
Sollevami da me stesso. Prima che possa fare altri errori.
Così, ho sollevato qualche velo, ricordo è coscienza.
Non posso spiegare, non posso dire, non posso ammettere.
L'amore non finisce mai, e ritrova sè stesso.
Se potessi mettere tutte insieme le persone che conosco, quelle che amo, tutte guarderebbero negli occhi dell'altra la traccia di un colore, un calore, un odore già noto.
Maranathà.
Io allargo le braccia.
Non è vero che le cose degli uomini le decidono gli uomini, e le cose del cielo le decide Lui.
I piani sono convergenti: c'è azione, come in cielo così in terra.
Maranathà.

27 febbraio 2007

VITE.

Ciò che voglio dire è l'invito alla libertà, la vera libertà che ci rende più liberi degli Angeli, dolci angeli che custodiscono il segreto del suggerimento. La libertà dei Figli. La discesa non è terminata. La dolcezza è infinita, perchè mi chiede: PERCHÉ?
Perchè lo sai già? Perchè rifletti? Perchè cadi nel tuo riflesso?
Perchè Tu me lo hai fatto capire. Perchè riflettendoTi imparo. Perchè cadendo mi salverai.
C'è distruzione, morte, guerra: si consuma tutto in un solo istante.
Accade sempre. Ineluttabile. Chi vuole venir via?
Vieni tu?
Si allarga dietro di me, la mia anima. È macchia definita tuttavia.
Chi distoglie lo sguardo da ciò che era, perde la memoria. La memoria non è un fine, solo strumento tra i più facili da usare. Chi rigetta lo sguardo su chi è amato, perde.
Chi vince, perde. Chi racconta storie vere, mente. Chi raccoglie rifiuti, è ricco. Chi gioca, gioca. Il bagatto persevera. E io contrasto. Chi distrugge, costruisce. Chi soffia, respira. Chi restringe, aumenta.
La via è stretta e scomoda. Chi fa due passi?

Io mi guardo indietro e trovo lo spessore di ogni azione che compio ora: io affermo di esserci da un po'.

Se lasciassi intuire ai miei sensi la verità nascosta nelle mie azioni, i miei sensi non comprenderebbero, mi darebbero sempre una immagine distorcente della realtà, che è ampia, molto ampia, troppo ampia per esser ricondotta alla sola ragione.
Se lasciassi intuire la verità alla ragione la ragione avrebbe difficoltà.
Ho scavato il tempo, lo sto scavando. Emerge il passato, tempi lontani.
Rifletto, perchè io rifletto sul perchè di ogni evento: si genera da sempre.
Tutto accade in ogni momento: è dilatata la mia percezione delle cose. Si dilata ogni giorno di più_ogni istante.
Perchè? Come faccio a dirlo?
Io vado in trasparenza.
Io provo angoscia riservata al mondo. Per cose che ora non sono. Per cose che sono state, e ritornano.
Spiegherò solo al mio cuore quello che dico, perchè è difficile da spiegare.
Saltano i veli, e il rumore è fragoroso.
Io avverto che cresce il lato alto delle cose: starò attento a non cadere.
Se mi giudico dal mio punto di vista, vibra il convincimento di questo passaggio.
Io ne debbo uscire: io debbo essere fuori dal ciclo, io voglio ritornare al Padre che prepara per me il banchetto.
La fine della festa: giusto il tempo di salutarvi.
Io ho solo questa preoccupazione: non tornare e so che il passato ritorna, ed è vero, verissimo, a farmi ricordare che esiste un passato, un presente e un futuro e io posso scegliere.
Avverrà dentro di me la trasformazione: materia pesante che va via.
Questa notte, come l'altra, mi godrò i miei voli; giace lontana la spinta a non volare.
E giaccio in quest'onda di caldo che arriva da dietro, e mi ricorda.
Mi ricorda.
Chi è morto prima di me, è me.

21 febbraio 2007

C'È GIOIA NEL REGNO.

19 febbraio 2007

IN VIAGGIO, RICORDO........

In viaggio, ricordo l'estrazione di metalli preziosi, che ora non sopporto. Giravo bene le mani, e ora non le giro bene: che cosa ho chiesto agli altri con le mani aperte?
Avevo in testa un cilindro nero, e vestivo bene, a 60 anni sembravo giovane ancora.
Io, ora, chiedo scusa, anche per ciò che non ricordo. E sono sinceramente pentito delle stesse cose.
Non tornerò, se Iddio vorrà.

18 febbraio 2007

Onirica: Uno.

Nella sala di attesa di una stazione, prima di uscire fuori. Così, io sono qui. Il treno è arrivato. Debbo solo tornare.

Onirica.

15 febbraio 2007

NON PRIMA, NON DOPO.

Che possa essere questo il tempo in cui tutto accade, questo io lo so. Non sono sorpreso della retorica del pianeta che collasa su sè stesso, aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà, mi toglie il fiato, perchè non si scopre una sola volta la verità, si scopre continuamente, e l'emozione è la stessa, toglie il respiro, lo frena: inspiro lentamente (uno, due, tre) ed espiro allo stesso modo (uno, due), uno due tre, uno due, il battito sul respiro. Ed agisce, al di là del mio respiro.

In fondo, seppure non respirassi sarei vivo. E seppure respirassi, sarei morto.

La mia umanità, e anche la vostra, distingue per la morte. Perchè il passaggio è questo: provo a pensare per un po' di desiderare, e desiderando accedo, e accedendo mi preme sul cuore.

L'anima mi preme sul cuore perchè sa che interrompendolo sarà libera completamente. E il cuore fa male, perchè poi sa che l'anima non è libera. Ma il cuore è egoista, perchè sa che l'anima vuole uscire, e lui la trattiene.

La mia vita è diventata ricerca del continuo compromesso tra la mia anima e il mio cuore: perchè voglio che l'anima impari dal cuore, e il cuore diventi grande quanto l'anima.

Che è spazio eterno costretto in un tempo finito.

Guardate, che preme davvero per uscire. E io un po' mi diverto a farla recalcitrare, finchè non mi dice: sì, tu sai che io potrei, ma andrò via solo quando ciò sarà voluto realmente. E non da te.

Non prima, non dopo.

Intanto, così dice il compromesso tra eguali: nella veglia ti lascio la mia forza, nel sogno mi afferrerò al tuo cuore.
Il senso è già dato da questo.

Non prima, non dopo.

11 febbraio 2007

COLORI DEL SOGNO.

È un tonfo, neanche tanto sordo: si ascolta quando si è in ascolto, spezza il silenzio del sonno, è suono vivo, il colore è vivo, io sogno a colori, geme l'io e ha paura della novità: che io sono morto.

FUGE.

«Un fratello chiese al padre Matoes: "Che devo fare? La mia lingua mi è causa di afflizione: quando giungo in mezzo agli altri, non riesco a trattenerla, ma in ogni loro azione trovo da giudicarli e accusarli. Che devo dunque fare?" L'anziano gli rispose: "Fuggi nella solitudine. È debolezza infatti. Chi vive con dei fratelli, non deve essere un cubo, ma una sfera, per poter rotolare verso tutti". E disse: "Non per virtù vivo in solitudine, ma per debolezza; sono forti infatti quelli che vanno in mezzo agli uomini".» [Matoes, n. 13].

10 febbraio 2007

IO QUI PASSO, E VOI?

In fondo, danza con soavità, gira nei suoi veli e lascia uscire vita su vita.
Il derviscio lo ha capito bene, e il fraticello roteante lo stesso.
Il vortice è vita. Chiunque, chiunque risponda "no" alla domanda delle domande, perderà il senso stesso del viaggio.
Io qui passo, e voi?
La condizione è libera: non condizione.
Dietro di me è un'onda di calore. Forte che spinge, spinge me, e solleva vento nel vento.
Mi faccio da parte, lascio che operi.
Dopo tutto, il senso nascosto delle cose, lo è nascosto quando cerchiamo di considerare una spazio infinito dalla dimensione finita del nostro tempo.
Io mi libero del tempo quando cammino sull'aria. In preghiera, il tempo non è più. Rimane la realtà dello spazio infinito.
Odore di rivoluzione. Io qui passo, e ritorno.

07 febbraio 2007

ATANOR

La decisione diventa saggia quando realizza che una mano immensa accoglie il passo di strada, stretta e difficile.
Atanòr.

04 febbraio 2007

RICORDI

È un colore, ed un sapore.
Posseggo ricordi che non posso ricordare.
È lo strano languore di una inspiegata reminiscenza. Il cuore vibra.
Ti cercherò nella notte affollata del mio viaggio, per sollevarti al volo.
Tremore. Amore.
La spinta ad uscire verso la luce, questa volta, è notevole.
Tremore, al pensiero che possiate non comprendere.
La spinta è forte e preme al cuore. Ma debbo fare ancora tante cose. Deciderà la direzione stessa del viaggio.
Ho avuto figli tanto tempo fa. E una famiglia è lontana nel ricordo.
È tempo di tornare, ma non senza aver amato totalmente.
Solo amandoci, troveremo la porta insieme.

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