Una grande casa di legno e cemento occupa il lato sinistro di una strada chiusa: è lì che ho visto nella terra sparsa, un rettangolo di acqua celeste.
Calma.
Si alza al mattino rimbalzando nell'oscurità, la danza tra le cose celesti è continua. Ogni attimo ricorda di qualcosa.
Succede, così spesso, che un volto richiami una memoria non permanente. Nello spazio è la migliore definizione del tempo. Urge riconquistare l'Universo.
Urge che l'Uomo ritrovi la via luminosa, prima che l'oscurità ne distrugga il tracciato: la via luminosa che porta prima dentro di me, poi fuori di me, in espansione, come il "primo" amore.
Il primo amore ha creato ogni cosa.
Ora, dovrò necessariamente comprendere a fondo, nel mio cuore e da lì per l'eternità, il passaggio tra le cose: collegate infinitamente tra di loro, perchè possano essere mutate.
L'Uomo Universale ascolta il respiro delle foglie.
Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.
30 maggio 2007
L'UOMO UNIVERSALE. Capitolo del Risveglio.
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24 maggio 2007
INTRODUZIONE A "LA SCALA DEI RE"
Intanto credo che "LA SCALA DEI RE" debba essere presentata come un tentativo, quindi svincolato dall'ansia di riuscita (chi ha l'ansia di riuscita cadrà dalla Scala, lentamente, con molto dolore) di "parlare insieme".
Il Blog degli ospiti è mio ospite. Ma chi ospita chi? e chi realmente ospita?
Insomma, questa è una comunicazione di servizio: www.lascaladeire.blogspot.com nasce perchè si parli di più tra di noi, esseri umani. E non.
Chiunque voglia risalire la Scala deve mandarmi una mail, anche vuota, a questo indirizzo:
melkisedeq_1973@alice.it
Ciò che vorrete dire lungo "LA SCALA DEI RE" sarà influenzato solo da voi, e non dal contesto in cui la Scala si erge.
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22 maggio 2007
SALMO 139
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, gia la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Se dico: «Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.
Se Dio sopprimesse i peccatori!
Allontanatevi da me, uomini sanguinari.
Essi parlano contro di te con inganno:
contro di te insorgono con frode.
Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano
e non detesto i tuoi nemici?
Li detesto con odio implacabile
come se fossero miei nemici.
Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.
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20 maggio 2007
(due) Anime.
Giro. Ri-Giro. Raggi di intesa. Se non altro, siamo tornati più vicini. Ed eccoci, qui, alieni tra gli alieni. Disturbati nel sonno, consci del perché, assuefatti all'idea che tutto possa essere così, però il naso verso l'alto, odore della porta. Chi ci ha parlato, ha detto cose chiare. Ora, dobbiamo girare e rigirare la chiave. Perchè dobbiamo entrare, e chiudere la porta dietro di noi.
Tienimi la mano, teniamoGli la mano, un due, pronti per il volo, più vicini.
Abito ora nell'ultimo piano prima del sonno. Approfondisco ora l'odore di cose sapute da sempre.
Il momento del ricordo affligge spesso la ragione: torneremo e avremo capito.
Si oscura la mia parola, perché la parola della memoria è sempre nota solo al cuore.
Per questo, "mi ricordo" di te.
Tu sai. Io riferisco. Annienta spiriti erranti. Ballano come cavallette bisognose di forza. La chiave è rivelata.
Per pregare è sufficiente pregare. Tu credi che ci dissolveremo?
Credo di no: credo che, per quanto sia facile non farlo, attraverseremo insieme il ritorno, accettandoci in unità.
Perchè l' UOMO è composto di spirito, anima e corpo, e amore, quando l'occhi ricorda, le orecchie riconoscono, il cuore si stringe e ferma l'esperienza: da qui tutto parte, e tutto parte per tornare.
Si, oscura la parola quando la memoria si solleva alle porte del sonno.
È l'ultimo piano prima del sonno quello che svela gli arcani.
Io, arcano. Arcano dell'io, sormontato da Dio.
Ascolta le parole che già conosci, cederemo buona parte di noi allo Spazio infinito, lasceremo il tempo in tempo utile per non vederlo chiudersi su sé stesso.
Aperte fratture nella spirale del tempo, di là del Tempo il Grande Spazio.
Ruota matura.
Senso senza direzione.
Amen.
In trasparenza, la nostra eternità.
(Due anime, immagini e suoni del Regno)
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19 maggio 2007
LA DANZA. Destruct
(Destruct, immagini e suoni del Regno)
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ANIMA.....
Gesù disse: "Mi sono trovato in mezzo al mondo, e mi manifestai loro nella carne. Li trovai tutti ubriachi; tra essi non ne trovai alcuno assetato. E l'anima mia è tormentata per i figli degli uomini, perché in cuor loro sono ciechi e non vedono: vennero nel mondo vuoti e cercano di uscire dal mondo vuoti. "Ma ora sono ubriachi. Allorché avranno vomitato il loro vino, allora faranno penitenza".Gesù disse: " Se la carne pervenne all'esistenza a motivo dello spirito, è una meraviglia. Se lo spirito è pervenuto all'esistenza a motivo del corpo, è una meraviglia delle meraviglie. Ma io mi stupisco che una tale ricchezza abbia preso dimora in questa povertà ".
(dal Vangelo di Tommaso)
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16 maggio 2007
ANIMA..
"L'anima non vede, nella vita, se non ciò che è già nell'anima stessa. Non crede se non nella propria vicenda, e quando sperimenta qualcosal'esito diventa parte di essa." (Kahil Gibran)
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ANIMA.
Il soffio vitale che spinge ogni cosa mi suggerisce di non fare ostacolo, da me, alla direzione pura dell'esistere: pura perchè nella Verità.
La grande occasione è rivelata: ora dobbiamo comprendere gli ultimi dettagli.
Noi siamo qui perchè l'ignoranza possa sparire dal nostro cuore, l'ignoranza di ciò che dobbiamo fare.
Siamo qui perchè i nostri debiti ci siano rimessi. E per rimettere i debiti ai nostri debitori.
Solo questo.
Perchè?
Perchè nel cuore di ogni uomo si conserva il seme della propria luce, della propria pace, della propria gioia, il seme portato dal soffio, il seme senza giudizio. Perchè non c'è gioia nel giudizio, ma solo nella redenzione, solo nel tornare nel posto più bello, solo nell'aver scoperto nel proprio cuore una corrente d'aria calda che scuote le vertebre, ridimensiona ogni punto di vista, l'io sta crollando, e io si diverte a vedersi per come è, man mano che si diluisce nel soffio.
Anima.
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11 maggio 2007
Potrebbe esserci un tempo, forse solo un lasso di tempo, in cui ogni dubbio, ogni angoscia, verranno sollevati dal mio cuore.
Il cuore.
I Cristiani sono spesso rivolti al cuore e così i seguaci del Profeta.
La via del cuore. Il mio cuore.
Perchè, il mio cuore?
A volte, senza sentirlo, lo vedo pulsare. Il sangue ribolle, il cuore, e penso "come sarà", "me ne accorgerò", e il pensiero della morte del mio corpo che un po' mi fa sorridere.
Mi fa sorridere. Perchè la prima immagine di me, dopo che il mio cuore di carne si sia arrestato, la prima immagine di me è quella di un sorriso largo che vola e annusa odori nuovi, l'odore permanente di ciò che riempie il cielo, perchè il cielo è pieno e la lotta è forte per guardare nella direzione giusta che è il mio sorriso. In volo. Non voglio essere trattenuto dal pianto. Se pianto dovesse essere.
Ma sarà il mio sorriso nel vapore. A volte succede così: dunque, per qualche istante (molti) cerco di incontrarmi al di fuori di me, è vero, è bello, è leggero, e soave, mi incontro fuori di me, mi osservo e mi parlo. No, l'intelletto rimane indietro e osserva "è la mente che ha la visione", io, io, io, mi rendo consapevole di non essere se non nei limiti infiniti della Sua volontà. Che sfugge.
Come faccio a dimostrarlo?
Bene, il cuore, di nuovo il cuore, dimostra ogni cosa.
Alla fine, credo in modo non vago che ogni cosa debba essere vissuta nella misura che le è propria, nella giusta intensità che è solo sua: quindi, il sogno è un accadimento sul piano di là di ciò che è di qua.
“Il regno dei cieli è dentro di voi, e intorno a voi.”
Questa è la chiave, questa è la misura della cruna dell'ago: la consapevolezza che il nostro io si muove nel grande spazio dell’anima.
Qui, non è solo un problema morale, la morale è solo uno strumento. Qui, è un problema di sostanza. Qui, si tratta di capire, una volta per tutte, che la mia esperienza esistenziale (nella sua complessità) si trasmette all’anima, alla “sostanza-anima”.
Come questo accade, è il vero mistero.
Dunque, io Ti chiedo di proteggermi, di proteggere la mia anima, le anime di coloro che amo, le anime dei miei amici, di quelli che sono qui, di quelli, dolcissimi, che sono di là, (o qui), di proteggere chi non mi ama, chi non amo, perché è importante, sopra ogni cosa, che alla luce non venga sottratta luce. Non possiamo permettercelo.
Qui, ci si sforza a dire Chi sei, che fai, che vuoi.
Che cosa posso dire io se non che Tu non la pensi come me. La nostra sapienza è Tua stoltezza. No?
Ciò che si determina così, è libertà.
Voglio tornare. La morte non esiste.
È solo il cuore che decide di trasferire la propria esperienza su di un piano più leggero. Non c’è morte reale. Non si muore mai. Ritorniamo per non morire.
Ci sono due vie della Grazia (apostasia): la prima è il ritorno immediato alla Casa del Padre.
La seconda via della Grazia è condividere le ghiande con i porci, prima di far ritorno alla Casa del Padre.
Poiché condividendo le ghiande con i porci, nasce in me l’Amore.
Agape.
Chi non rinuncia, non vive.
Chi vince, sempre perde.
Io mi libero di me. Non piangete, il tempo è il male di cui liberarsi. Mi sto distaccando. Febbre e soluzione.
Non gioco con le parole. Suffrago la sensazione più grande: che, in fondo, so di non dover morire mai.
Follia?
Sì, la mia follia è la Tua sapienza. No?
La sapienza di Dio.
Io so, e nel dirlo realizzo ciò che so di sapere, che le azioni migliori, quelle scelte lungimiranti che ti fanno dire “ECCO PERCHÉ”, quelle io le compio senza di me.
So che i linguaggio adeguato lo comprende solo il cuore.
Chi perde, vince.
Voglio perdermi.
Voglio che tu ti perda. È giusto questo il tempo che le cose esteriori tornino con quelle interiori, e lo ripeterò.
Non possono esser più separate, non c’è ragione di bere aria da bicchieri vuoti, non c’è motivo di pensare di poter bere aria.
Amen. Dove apostasia?
Nel dar torto alla parola degli uomini.
Amìn.
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09 maggio 2007
Ho perso lo sguardo, dov'è il mio sguardo?
Invece di guardare, lo sguardo si è perso.
C'è una direzione, una sola direzione nelle cose, difficile ammissione.
Mi chiedo quando capirò ciò che so.
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A casa. Quando ritorno a casa, riconosco le stelle, vedo tutte le cose più dolci, l'emozione delle emozioni, quando ritorno a casa gli oceani diventano così piccoli che l'unghia li copre.
A casa: me ne accorgo perchè ad ogni passo posso decidere di ricordare e quando ricordo, vedo, ci sono mobili vecchi, case già viste, persone che conosco ma potrei girare ovunque per trovarle ma non le troverei, ora.
A casa è il ritorno, dove si ritorna è il librarsi alti, e questo accade nella coscienza, nello spirito, ed è sostanza in movimento: vorrei solo sapere come si trasmette l'azione all'anima, dove è l'impronta, come si registra l'idea, la speranza, il dolore, la delusione, l'amore.
Sì, l'amore come finisce sull'anima.
Ciò che salva è la volontà dell'anima.
A casa, si spengono le luci, le coperte sono fredde, non impiegherò molto per riscaldare, la mia scala è già calata, poggia poco solida nel mio cuore, attento salgo più che posso, riscalderà anche l'ultimo gradino.
Che cosa c'è dopo l'ultimo gradino del sogno: la consapevolezza di me.
La memoria.
La lunghezza del tuo naso indica la distanza tra il tuo corpo che dorme e la tua anima vigile; accade così, che essa lo osserva attentamente, con affetto, e va via, salta veloce fuori, ma a volte il tuo corpo sa di dover avere paura e stringe forte, soffoca, "vieni qui"ed essa risponde pacata "non lo decidi tu", "neanche tu!".
Eppure, io so che il legame con il tutto è meno sottile di quanto io penso e credo di pensare.
Ho visto una costruzione in pietra. Gente che non ricordo. Lo conosco perfettamente, il luogo.
Tu, ricordi?
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