Chi sono, sorge nel Tempo, a ridosso delle grandi domande, quelle che hanno piccole risposte. Qui, si sperimenta, come altrove del resto, in ogni occasione di respiro, l'ultimo atto dell'esistere, conoscere attraverso la Conoscenza Nuova i limiti dell'uomo vecchio. Ma la Conoscenza è Nuova, perchè la scoperta della Vita è novità reale, ciò che imprime solleva il velo e tasta il cielo.

28 settembre 2006

Inoltre.........

Inoltre,:

PNEUMA.

Arriva il giorno della tempesta d'autunno, con un dubbio: le luci che vedevo potevano essere trappole?
Pneuma.

25 settembre 2006

L'ANDARE A SÉ STESSI È UN RIPETUTO RITORNO.


Uno, due, tre. Uno, due, tre. Trinità. Tempo interiore.
Affermo l’innocenza dell’Uomo alla sua morte.
La nascita è declino dello stato di luce.
Subdoli, lasciate il tempo dentro di voi per vivere fuori.
Pregiudizio, o cattivo giudizio.
Anzi, condanna poco soffocata dell’altro: la mia è presunzione di innocenza.
Attivo ali. E non credo che questo Uomo abbia perso la Speranza.
Cioè, io ho speranza per noi. Nulla è perduto: immaginate, fratelli e amici, tanti giocolieri quante sono le ruote, girano tutte, i giocolieri universali le fanno girare, arconti forse, chissà, ma ogni ruota è ingranata all’altra. Guardate qui accanto, il dorso della ruota luccica di oro.
Età che ritorna.Ora, siamo nella confluenza: quindi, sorridete.
Corona aurea super caput ejus; expressa signo sanctitatis, gloria honoris et opus fortitudinis.
"L'andare a sè stessi è un ripetuto ritorno!".

22 settembre 2006

AMEN, AMEN, IO NON HO PIU' PAURA, E MI TUFFO.

I tuoi occhiali sono deformati, allarga le pupille.
Sgrana per bene gli occhi, i tuoi, e quelli di coloro che ami. Strofinali, e vedi.
L'odore delle cose è più caro di quanto pensi, il colore più vero.
È sempre tutto più vero che non l'architettura. Eri ai piedi della collina, ora sei al suo centro.
E sei confuso. Strano essere al centro, vero?
Puoi guardare meglio ora, dimenticandoti e al tempo stesso ricordando.
Ricordate voi?
En-Soph. Espira-Inspira, andirivieni nella Gioia.
È particolare il discorso, o forse è semplice, dipende da quanto siete semplici voi.
Potete pensare di voi a un punto: era qui, e non ci ho fatto mai caso.
Sì, era qui, ed io non ci ho fatto mai caso. Lui, sì, a me ci ha fatto casa.
Amen Amen.
L'orizzonte dei nostri occhi è infinito, se gli occhi con cui guardiamo saono quelli dell'Infinito.
Gli occhi dell'Infinito alla punta del cuore. Guarda, guarda quanto sono profondi.
È spazio siderale quello che vedi, e quello che viene visto.
Amìn, Amìn. Attraverso viene visto, lo spazio siderale.
Non c'è pace tra gli uomini, se alcuni guarderanno e altri solo saranno guardati.
Non c'è pace tra gli uomini, se molti chiuderanno gli occhi, e pochi li aiuteranno a chiuderli.
Potenza. Gloria. HO. Falso, non vero.
Il punto di vista, i punti di vista, sono modi per negare la cecità: gli occhi che vedono vere le cose e le cose vere sono solo i Suoi occhi alla punta del nostro cuore.
Siete cascata: tuffatevi.
Sì, che bella rincorsa, un balzo, e tre, e cinque, e sette, e ah ah ah ah che bel salto, fresca l'acqua, che gioia, è viva l'acqua, che bel tuffo che ho fatto e ora risalgo per riprovare e poi andrò avanti lungo il torrente. Che bel tuffo! Ah Ah ah, che gioia, amici miei.
Siete cascata, e via, fate un bel tuffo anche voi.
"Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto."
(1Cor, 11-12)
Dobbiamo far uscire i bambini allo scoperto, perchè intendano.
Bambini e Poverelli, portiamoli per mano dentro di noi perchè possiamo crescere in modo alto.
Chi ha paura?
Io non ho più paura. E mi tuffo.

Una storiella islamica per i bimbi che leggono il blog, dal titolo "POTENZA DEL NOME"

Uno stolto chiese a Gesù di rivelargli il nome di Dio.
Gesù era restìo, a causa della immaturità dell'interlocutore; ma quello insisté e alla fine la richiesta fu esaudita.
Qualche tempo dopo. lo stolto si trovò a passeggiare nel deserto.
All'improvviso, tra la sabbia, un mucchio di ossa destò la sua attenzione.
"Ecco una buona occasione per verificare le mie cognizioni", pensò.
Appena l'uomo pronunciò il nome di Dio, le ossa cominciarono a riprendere vita.
Alla fine, dal mucchio inerte.......uscì un leone possente.
Con un balzo la belva si gettò sullo sciocco. In un solo boccone ne straziò le carni.
C'è qualcosa da imparare da questa storia?
Sì. Non sempre il sapere è auspicabile: lo sciocco non ebbe neanche il tempo di pentirsi della propria insistenza.

21 settembre 2006

EVOLUZIONISMO

HO ATTRAVERSATO IL MAR ROSSO, ERO LI', VI HO VISTI.............

Ho attraversato il Mar Rosso, ero lì, vi ho visti, ho spezzato le catene della schiavitù, per comprendere di essere tornato libero.
Mi meraviglia sempre la vostra meraviglia, mi giudica bene in fondo la vostra meraviglia, e la mia giudica bene voi.
El ascolta. Ghigna El, sentendo dire della Sua assenza.
Il dramma della perdita, qui si piange sè stessi attraverso la morte altrui, perchè essa è specchio del nostro sentire, il sentire di morti.
Lo sentite, cresce, matura, è sotto i nostri piedi. Si muove roteando su Sè stessa, cresce nostro malgrado, non la controlliamo più, la Chiave Cosmica apre il cancello antico della Crisi(s), la rivoluzione di ogni cosa intorno ad ogni cosa.
La Chiave per comprendere è Cosmica, il resto è solo quello che vogliamo vedere, ma volontà e realtà non coincidono se non in El.
Credete di poter risolvere i misteri senza il mistero?
Credete di aver una spiegazione matematica per tutto?
Non avvertite che l'aria è sempre più densa, e il movimento sotto i nostri piedi sempre più forte?
È tempo di danzare, seguire il movimento che libera (nos a malo), noi schiavi.
La vera rivoluzione è già stata Rivelata, epifania.
La vera rivoluzione medita in noi, va studiata, e attuata.
Guardo i potenti sui loro troni di carta, vedo i piccoli arroganti della vita quotidiana, vedo i pubblicani godere come matti, vedo i repubblicani scoppiare di vergogna, vedo la parabola dell'esistenza negli altri, svegliarsi, loro, e morire allo stesso modo la sera, guardarsi il conto corrente o i superbot dei superfigli ultraignoranti perchè l'ignoranza è cagna abbondante di latte pessimo ed epidemico, vedo la parabola di chi aspetta un segno di gratitudine o di riconoscenza, vedo i piccoli servi del piccolo potere presunti da sè potenti ascoltare in silenzio il rombo della loro morte, che io attendo e fomento perchè le Parche tagliano sempre il filo quando l'errore è grande e non visto.
Per loro, perchè in misericordia possano ricominciare.
La Storia dell'Uomo è un'invenzione dei cretini. La Storia dell'Uomo è pregiudizio intellettuale, figlio dell'orgoglio, la fame non spiega niente, la guerra, la carestia, e il resto sono qui dopo essere stati altrove, come in cielo così in terra.
La Storia dell'Uomo è chimera intellettualoide.
Parlare della Storia dell'Uomo nell'Uomo e per l'Uomo è come credere la Luna capace di luce propria.
La Storia dell'Uomo è invenzione da cretini.
Respira ancora Giona, respira.

19 settembre 2006

LA RIVOLUZIONE

L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordiasi stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre.

Luca 1, 46-55

NOSTRA AETATE

La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno. Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.

DICHIARAZIONE "NOSTRA AETATE" SULLE RELAZIONI DELLA CHIESACON LE RELIGIONI NON-CRISTIANE

16 settembre 2006

I SERVITORI RITORNANO IN AVANTI

Ritornare. Che cosa strana. Un luogo, un volto, un odore, ogni cosa, dettaglio, o evidenza assoluta, qualcosa che non pensavo di rivedere. Il ritornare alle cose e delle cose.
Ora, il ritorno non è arretramento, no, questo è un ritorno in avanti.
Siete mai tornati in avanti? Pensateci.
Il ritorno alla vita degli uomini, quella dove c'è il mare, l'albero, gli uccelli, i cani e i gatti, le ragazze, i ragazzi, il lavoro, i problemi, il ritorno alla vita degli uomini si compie per compiersi in avanti, non indietro.
Il ritorno, che strana cosa.
A far cosa? Che strana domanda.
Dobbiamo liberarci dalla prigione razionale e scendere nelle cantine a bere.
A capire. Nelle cantine senza vino si comprende la propria origine e la propria direzione.
Non ricordo di esserte morto di vecchiaia. Una volta raggiunta una meta sono sempre morto.
Questa volta lavoro per conservare la scoperta e non dimenticarla per poi recuperarne il ricordo tra mille anni.
Ci sono posti migliori di questo mondo, ma questo mondo rimane una meraviglia e un dono.
Volare, però, è ancora più bello.

15 settembre 2006

LA PAROLA DELLA CROCE

La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti:
Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.
Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo?
Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.
Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Paolo di Tarso 1Cor, 18-25

12 settembre 2006

LA VERITÀ.

"Il Vangelo ci invita a renderci conto che in noi esiste un deficit riguardo alla nostra capacità di percezione – una carenza che inizialmente non avvertiamo come tale, perché appunto tutto il resto si raccomanda per la sua urgenza e ragionevolezza; perché apparentemente tutto procede in modo normale, anche se non abbiamo più orecchi ed occhi per Dio e viviamo senza di Lui. Ma è vero che tutto procede semplicemente, quando Dio viene a mancare nella nostra vita e nel nostro mondo? Prima di porre ulteriori domande vorrei raccontare un po' delle mie esperienze negli incontri con i Vescovi di tutto il mondo. La Chiesa cattolica in Germania è grandiosa nelle sue attività sociali, nella disponibilità ad aiutare ovunque ciò si riveli necessario. Sempre di nuovo, durante le loro visite "ad limina", i Vescovi, ultimamente quelli dell'Africa, mi raccontano con gratitudine della generosità dei cattolici tedeschi e mi incaricano di rendermi interprete di questa loro gratitudine – è quanto ora vorrei fare una volta pubblicamente. Anche i Vescovi dei Paesi Baltici, venuti prima delle vacanze, mi hanno parlato di come i cattolici tedeschi li hanno aiutati in modo grandioso nella ricostruzione delle loro chiese gravemente fatiscenti a causa dei decenni di dominio comunista. Ogni tanto, però, qualche Vescovo africano mi dice: "Se presento in Germania progetti sociali, trovo subito le porte aperte. Ma se vengo con un progetto di evangelizzazione, incontro piuttosto riserve“. Ovviamente esiste in alcuni l'idea che i progetti sociali siano da promuovere con massima urgenza, mentre le cose che riguardano Dio o addirittura la fede cattolica siano cose piuttosto particolari e meno prioritarie. Tuttavia l'esperienza di quei Vescovi è proprio che l'evangelizzazione deve avere la precedenza, che il Dio di Gesù Cristo deve essere conosciuto, creduto ed amato, deve convertire i cuori, affinché anche le cose sociali possano progredire, affinché s'avvii la riconciliazione, affinché – per esempio – l'AIDS possa essere combattuto affrontando veramente le sue cause profonde e curando i malati con la dovuta attenzione e con amore. Il fatto sociale e il Vangelo sono semplicemente inscindibili tra loro. Dove portiamo agli uomini soltanto conoscenze, abilità, capacità tecniche e strumenti, là portiamo troppo poco. Allora sopravvengono ben presto i meccanismi della violenza, e la capacità di distruggere e di uccidere diventa prevalente, diventa la capacità per raggiungere il potere – un potere che una volta o l'altra dovrebbe portare il diritto, ma che non ne sarà mai capace. In questo modo ci si allontana sempre di più dalla riconciliazione, dall'impegno comune per la giustizia e l'amore. I criteri, secondo i quali la tecnica entra a servizio del diritto e dell'amore, allora si smarriscono; ma è proprio da questi criteri, che tutto dipende: criteri che non sono soltanto teorie, ma che illuminano il cuore portando così la ragione e l'agire sulla retta via.
Le popolazioni dell'Africa e dell'Asia ammirano, sì, le prestazioni tecniche dell’Occidente e la nostra scienza, ma si spaventano di fronte ad un tipo di ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell'uomo, ritenendo questa la forma più sublime della ragione, da insegnare anche alle loro culture. La vera minaccia per la loro identità non la vedono nella fede cristiana, ma invece nel disprezzo di Dio e nel cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l'utilità a supremo criterio per i futuri successi della ricerca. Cari amici, questo cinismo non è il tipo di tolleranza e di apertura culturale che i popoli aspettano e che tutti noi desideriamo! La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio – il rispetto di ciò che per l’altro è cosa sacra. Ma questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio. Questo senso di rispetto può essere rigenerato nel mondo occidentale soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi ed in noi.
La nostra fede non la imponiamo a nessuno. Un simile genere di proselitismo è contrario al cristianesimo. La fede può svilupparsi soltanto nella libertà. Ma è la libertà degli uomini alla quale facciamo appello di aprirsi a Dio, di cercarlo, di prestargli ascolto. Noi qui riuniti chiediamo al Signore con tutto il cuore di pronunciare nuovamente il suo "Effatà!", di guarire la nostra debolezza d'udito per Dio, per il suo operare e per la sua parola, e di renderci capaci di vedere e di ascoltare. Gli chiediamo di aiutarci a ritrovare la parola della preghiera, alla quale ci invita nella liturgia e la cui formula essenziale ci ha insegnato nel Padre nostro.
Il mondo ha bisogno di Dio. Noi abbiamo bisogno di Dio. Di quale Dio abbiamo bisogno? Nella prima lettura, il profeta si rivolge a un popolo oppresso dicendo: “La vendetta di Dio verrà” (vgl 35,4). Noi possiamo facilmente intuire come la gente si immaginava tale vendetta. Ma il profeta stesso rivela poi in che cosa essa consiste: nella bontà risanatrice di Dio. E la spiegazione definitiva della parola del profeta, la troviamo in Colui che è morto per noi sulla Croce: in Gesù, il Figlio di Dio incarnato che qui ci guarda così insistentemente. La sua “vendetta” è la Croce: il “No” alla violenza, “l’amore fino alla fine”. È questo il Dio di cui abbiamo bisogno. Non veniamo meno al rispetto di altre religioni e culture, non veniamo meno al profondo rispetto per la loro fede, se confessiamo ad alta voce e senza mezzi termini quel Dio che alla violenza ha opposto la sua sofferenza; che di fronte al male e al suo potere innalza, come limite e superamento, la sua misericordia. A Lui rivolgiamo la nostra supplica, perché Egli sia in mezzo a noi e ci aiuti ad essergli testimoni credibili."
(dalla OMELIA di Benedetto XVI alla Spianata della Neue Messe, MünchenDomenica, 10 settembre 2006)

10 settembre 2006

Il tavolo, il ricordo, ma voi vegliate.

Quando vidi il tavolo di ferro plastica, bianco, dall'altezza degli occhi di mia madre, pensai: "di nuovo qui!"
Era tutto silenzioso, credevo di non sopportare quel passaggio, ma l'idea di ricominciare tutto, l'amore, la conoscenza delle cose, la scoperta di ogni giorno a venire, in fondo, mi distrasse durante il parto e uscii con assoluta tranquillità.
Ma quel tavolo bianco d'ospedale, è un ricordo di attenzione verso l'epoca in cui mi ritrovavo per dover fare cose che avrei compreso a un terzo di vita.
Mi ero fermato a qualche decennio prima, credo circa un secolo, campagna del nord europa, scenari di freddo e comunitarismo.
Ma come mi parve strano quel tavolo!
Con il tavolo cominiciai a dimenticare e dal tavolo riparte il ricordo.
È sempre lì, la comprensione del ritorno, e il comprendere che forse non ci saranno più passaggi.
O chissà.
A me piacerebbe ritornare, perchè mi piace il ruolo di creatura.
Chissà.
Vorrei accogliere di là un mondo diverso, vorrei maggiore amore, vorrei vedere più gioia.
Che cosa porto con me di là di quest'ultimo passaggio?
Che cosa porto con me di voi? Del mondo?
Porto tutto.
Vegliate. Fratelli, vegliate.

08 settembre 2006

Annuncio lento del saltellante servitore

Ora, ti percorro la tua distanza: è un salto, guarda, hai un'ascensore e un cervello, qualche rampa di scale e un po' di fiato, ma, guarda, io prendo il balcone, sì il balcone nei miei sogni, e balzo in un attimo in strada in piedi e corro libero.
È bellissimo.
Guarda come salto e come mi viene naturale.
Radunatevi nelle piazze, urlate per avvisare gli Orchi nelle gabbie, e Jonas respira senza di noi.
Trauma. L'Uomo è in trauma. Netto trauma: la differenza è colta ad altre latitudini della Coscienza.
Respira Jonas. El abita qui, tutto ciò che è El è che è.

07 settembre 2006

Servitori sulla Scala dei Re

Corriamo. Noi cerchiamo la Verità - noi, i cercatori di verità - cerchiamo ciò che è dentro.
Corriamo e cerchiamo. Cercheremo lo zenith.
Corriamo verso lo Zenith: è la parte più bella della spiaggia, vedi, lì, dove ci sono quei cerchi nella sabbia. Non puoi sbagliarti. E se oltrepassi la galleria troverai anche la città di Nadir.
Scivolare lungo i solchi del sogno. Io sogno. E noi cerchiamo lo Zenith e il Nadir.
Bada bene: il Nadir è uguale e opposto allo Zenith ma ti apparirà allo stesso modo.
Lo riconoscerai per i cerchi tracciati nella sabbia.
Spirali di sabbia, perfette come sezione aurea.
Io sogno lo Zenith e mi metto in viaggio verso la città di Nadir.
Amici, fratelli, occupate la vostra Coscienza, portatevi dentro tutte le vostre cose: è tempo per fare il cambio di stagione. Selezionate i panni vecchi e dateli ai Poveri, selezionate i panni nuovi e non fatevene vanto.
Noi teniamo alla vostra libertà.
Inabitate la vostra Coscienza: l'Anima inabita la Coscienza. El inabita l'Anima.
A ri) el Sostiene Malkuth.
A ri) el Sostiene il Regno.
A ri) el Sostieni.
Portate dentro tutto, i tempi che vengono hanno poca luce, portate tutto dentro.
Non dimenticate la vostra speranza. La vostra luce.
Ci muoviamo sulla scala dei Re, noi servitori senza stanchezza.

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